Rottamazione cartelle di pagamento

Con il decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2017 (D.L. n. 193/2016) è possibile definire in via agevolata i ruoli affidati agli agenti della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2016, mediante il pagamento integrale, anche dilazionato delle somme maturate a favore dell’agente della riscossione, a titolo di:
– capitale e interessi;
– aggio e rimborso delle spese per le procedure esecutive, nonché di rimborso delle spese di notifica della cartella di pagamento.
Non è, invece, dovuto il pagamento di:
– sanzioni;
– interessi di mora;
– sanzioni e somme aggiuntive dovute sui contributi previdenziali.

Possono essere oggetto della rottamazione anche le cartelle per le quali è già in corso un piano di rateazione, a condizione però che risultino adempiuti tutti i versamenti con scadenza dal 1° ottobre al 31 dicembre 2016.

Per accedere alla rottamazione, il contribuente presenta un’istanza all’agente della riscossione entro il 21 aprile 2017, nella quale indicare, tra l’altro, la modalità di pagamento scelta, nonché l’impegno a rinunciare ad eventuali giudizi pendenti.

L’istanza va presentata anche nell’ipotesi in cui, per effetto del pagamento parziale della cartella o dell’atto esecutivo, rimangano iscritte a ruolo solo sanzioni ed interessi.

Equitalia comunica ai contribuenti l’ammontare complessivo delle somme dovute, quello delle singole rate e il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse.

Il pagamento può essere effettuato integralmente entro luglio 2017 o in forma rateale, nel massimo di 5 rate di pari ammontare (3 rate nel 2017 nei mesi di luglio, settembre e novembre e 2 nel 2018 nei mesi di aprile e settembre) sulle quali sono dovuti gli interessi (da calcolarsi a decorrere dal 1° agosto 2017).

In caso di pagamento rateale, il 70% delle somme complessivamente dovute deve essere versato nel 2017 e il restante 30% nel 2018.

L’articolo 6 del D.L.193/2016 consente ai contribuenti di definire i carichi inclusi in ruoli, affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016; pertanto la norma si applica anche alle cartelle notificate nel 2017, ma a condizione che i ruoli siano stati consegnati entro il 31.12.2016.
Si estende anche ai ruoli relativi alle entrate locali. Il debitore estingue il debito senza corrispondere:

1) le sanzioni incluse in tali carichi;
2) gli interessi di mora di cui all’articolo 30, comma 1 del D.P.R. n. 602/1973.

Il debitore estingue il debito senza corrispondere le sanzioni incluse in tali carichi e gli interessi di mora di cui all’articolo 30, comma 1 del D.P.R. n. 602/1973.

Relativamente ai crediti di natura previdenziale non deve corrispondere le sanzioni e le somme aggiuntive dovute sui contributi e premi.
Possono essere rottamate le cartelle di pagamento relative ad IRES, IRPEF, IRAP, IVA (eccetto quella riscossa all’importazione), i contributi INPS e INAIL, ICI, IMU, TARSU ecc.

Condizioni e modalità di presentazione dell’istanza.

Alla definizione agevolata si accede tramite un modulo specifico da presentare entro il termine del 21 aprile 2017 (nuovo termine – come detto – introdotto dall’art. 1 del Decreto Legge n.36/2017), il quale contiene tutti gli elementi necessari per la richiesta di rottamazione e che deve essere utilizzato in maniera obbligatoria.

Il modulo può essere consegnato allo sportello oppure inviato agli indirizzi di posta elettronica (email o PEC) riportati nel modulo della dichiarazione e anche sul sito dell’agente della riscossione.

Entro maggio 2017, Equitalia comunicherà l’ammontare complessivo delle somme dovute, la scadenza delle eventuali rate e invierà i relativi bollettini di pagamento.

Da pochi giorni, inoltre, Equitalia ha comunicato di poter fornire un modello al contribuente con l’indicazione di una dimensione quantitativa di quello che sarà il provvedimento che l’agente della riscossione dovrà spedire al contribuente con i calcoli degli importi rottamati e quelli da corrispondere.

Al contribuente viene, inoltre, riconosciuta la possibilità di revocare le istanze di rottamazione presentate: in particolare, la normativa prevede che queste si possono revocare entro il nuovo termine del 21 aprile 2017 (in questo caso, è opportuno precisare che il contribuente che avesse avuto in corso una rateizzazione è comunque riammesso alla rateazione che aveva già in essere).

Nel caso in cui il contribuente non assolva al pagamento dell’unica rata o di una di quelle, nell’ipotesi di pagamento dilazionato, o questo sia insufficiente o tardivo, la dilazione non produce effetti.

Di conseguenza, riprendono a decorrere i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi oggetto della dichiarazione; i versamenti effettuati sono acquisiti a tiolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto e non determinano l’estinzione del debito residuo, di cui l’agente della riscossione riprende l’attività di recupero, e si badi bene, il pagamento non può essere più rateizzato.

Ci viene naturale dire che bisogna stare attenti a ciò, in quanto la conseguenza che ne deriva è molto pesante.

Va però segnalato che, se il contribuente ha inserito nell’istanza un carico non oggetto di un precedente piano di dilazione, ma non riesce ad effettuare il pagamento di una delle rate della definizione o lo effettua in modo inesatto e quindi decade, non si pregiudica il diritto di rateizzare secondo le modalità ordinarie il predetto carico , se alla data di presentazione della dichiarazione erano trascorsi meno di 60 giorni dalla data in cui la cartella o l’avviso di accertamento oppure l’avviso di addebito, erano stati notificati.

Dilazioni in corso.

Diverso è il discorso nell’ipotesi di dilazioni in corso.

L’articolo 6, comma 8 prevede che la definizione agevolata può essere attivata anche dai contribuenti che hanno già pagato parzialmente le somme dovute, anche a seguito di provvedimenti di dilazione e a condizione che, rispetto ai piani rateali in essere, siano state versate le rate in scadenza dall’01.10.2016 al 31.12.2016.

Pertanto ai fini della determinazione delle somme da versare si tiene conto esclusivamente degli importi già versati a titolo di capitale e interessi compresi nei carichi affidati, a titolo di aggio e di rimborso delle spese per le procedure esecutive e delle spese di notifica della cartella di pagamento.

Restano definitivamente acquisite e non sono oggetto di rimborso, le somme che il debitore, antecedentemente alla presentazione dell’istanza, abbia versato a titolo di sanzioni, di interessi di dilazione, di interessi di mora e di sanzioni e somme aggiuntive per i carichi previdenziali e assistenziali. Per effetto del pagamento della prima o unica rata delle somme dovute ai fini della definizione e limitatamente ai carichi definibili è revocata automaticamente l’eventuale dilazione che il contribuente ha ancora in essere.
Se il contribuente ci ripensa e intende non proseguire nella rottamazione può farlo a condizione che entro il 31 marzo 2017 presenti un’apposita dichiarazione di rinuncia; a seguito del mancato pagamento della prima rata si verifica la decadenza e può riprendere la dilazione precedente.
Effetti della presentazione della dichiarazione.
A seguito della presentazione della dichiarazione si sospendono i termini di prescrizione e di decadenza per il recupero dei carichi oggetto della domanda di definizione. Inoltre, relativamente ai carichi oggetto di precedenti dilazioni, per i quali si presenta la domanda di definizione agevolata, si sospendono gli obblighi di pagamento per quelle successive al 31 dicembre 2016.
A dire il vero l’agente della riscossione non potrà:
– avviare nuove azioni esecutive;
– iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche;
– proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate, a condizione che non si sia ancora tenuto il primo incanto con esito positivo ovvero non sia stata presentata istanza di assegnazione ovvero non sia stato già emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.