Voluntary-bis: relazione di accompagnamento in bozza

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L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato in bozza lo schema di relazione di accompagnamento, da inviare a corredo della richiesta di adesione alla voluntary disclosure bis. La domanda di accesso alla procedura, i cui termini sono stati riaperti dal decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2017, deve essere infatti accompagnata da una relazione contenente le informazioni necessarie a ricostruire gli investimenti o le attività finanziarie detenute all’estero e a determinare i maggiori imponibili, oltre che dalla relativa documentazione.

È disponibile in bozza il format della relazione di accompagnamento per l’adesione alla voluntary bis. Gli operatori potranno far pervenire le loro osservazioni alla casella di posta elettronica dc.acc.min@agenziaentrate.it.
Consulta la bozza della relazione di accompagnamento 

Contenuto della relazione

La relazione deve riportare le informazioni necessarie a ricostruire gli investimenti o le attività finanziarie detenute all’estero e a determinare i maggiori imponibili, oltre che dalla relativa documentazione.
In particolare, la relazione deve contenere le informazioni necessarie per determinare, in maniera analitica e per ogni annualità d’imposta oggetto della procedura:
– l’ammontare degli investimenti e delle attività di natura finanziaria costituite o detenute all’estero, anche indirettamente o per interposta persona, i redditi che sono serviti per costituirli o acquistarli, i redditi che derivano dalla loro dismissione o dal loro utilizzo a qualunque titolo;
– l’ammontare delle attività e dei redditi oggetto di emersione nelle ipotesi di assenza di violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale;
– gli eventuali maggiori imponibili con riferimento a: imposte sui redditi e relative addizionali, imposte sostitutive, IRAP, imposta sul valore degli immobili all’estero e imposta sul valore delle attività finanziarie all’estero, contributi previdenziali nonché IVA e ritenute.
Nella relazione devono inoltre essere fornite adeguate informazioni sui soggetti che presentano un collegamentoin relazione alle attività estere oggetto della procedura.

Struttura della relazione

Secondo il format pubblicato dall’Agenzia, la relazione è strutturata in due sezioni:
– una “introduzione”, in cui deve essere fornito un quadro generale di tutte le violazioni oggetto di emersione, delle modalità e dei momenti in cui sono state realizzate e commesse, specificando se la collaborazione volontaria ha ad oggetto anche contanti o valori al portatore,
– un “prospetto di riconciliazione”, di raccordo tra i documenti presentati e quanto riportato nel modello.

Documentazione da inviare

Contestualmente, deve essere trasmessa – entro il 30 settembre 2017 – tutta la documentazione utile alla ricostruzione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, degli investimenti e delle attività finanziarie detenute all’estero e alla determinazione dei maggiori imponibili.
Relazione e documentazione devono poi essere trasmesse via PEC all’indirizzo indicato nella ricevuta rilasciata dopo la presentazione del modello.
Agenzia delle Entrate, comunicato stampa 28/12/2016