Voluntary disclosure: banche svizzere, soluzione ponte per il «waiwer»

La soluzione. Il cliente si impegna a non esercitare il diritto a revocare l’autorizzazione a diffondere le informazioni

In vista dell’approssimarsi della scadenza per il deposito delle istanze di voluntary disclosure si chiarisce per diversi Paesi collaborativi anche la portata dell’autorizzazione (waiver) che il contribuente deve dare all’amministrazione finanziaria per fruire del miglior regime sanzionatorio premiale previsto dalla norma.
Per quanto riguarda gli istituiti elvetici era stato sollevato un problema di diritto interno consistente nel fatto che il diritto delle obbligazioni in Svizzera prevede espressa-mente la facoltà di revoca dell’autorizzazione alla diffusione delle informazioni sui conti dei clienti delle banche.
In attesa di un formulazione condivisa con la Confederazione si è trovata una soluzione ponte che prevede la ulteriore richiesta da parte degli Uffici finanziari al contribuente-cliente delle banche di un suo impegno irrevocabile a non esercitare tale diritto: tale soluzione soddisfa ad oggi la dimostrazione della volontà di collaborane nella procedura.
Sul versante monegasco invece già da ieri diversi istituti accettano anche la formulazione del waiver pubblicata dall’Agenzia delle Entrate.
A tali conclusioni si è prevenuti probabilmente in quanto con l’esecutività dell’accordo con il Principato l’autorizzazione sarà superflua (in quanto l’amministrazione finanziaria italiana avrà il completo accesso alle informazioni sui conti dei propri contribuenti in quanto ormai già individuati specificamente).
Ciò ha indotto gli istituti a evitare di creare problemi nella procedura di rientro ai clienti.
In caso contrario, per usufruire dell’ulteriore regime premiale sulle sanzioni i clienti degli istituti monegaschi sarebbero stati costretti a spostare i loro conti in Italia ovvero in Paesi aderenti allo Spazio economico europeo che avevano già operativi accordi di scambio delle informazioni.
Per questi motivi con il Lussemburgo il waiver non è richiesto poiché il Granducato aderisce all’Unione europea; inoltre è stato ratificato sia in Italia che nel Granducato il protocollo di modifica della Convenzione contro la doppia imposizione che recepisce l’articolo 26 del modello Ocse sullo scambio di informazioni.
Sempre relativamente ai Paesi ormai già usciti dalla black list poiché hanno già operativo un accordo sullo scambio di informazioni è da evidenziare la posizione di San Marino.
La Repubblica del Titano ha sottoscritto e ratificato con l’Italia un accordo già operativo sullo scambio di informazioni a richiesta, conforme all’articolo 26 dell’Ocse, circostanza che lo ha fatto già uscire dalla black list italiana dal 2014.
Dalla lettura delle istruzioni allegate al waiver e del punto 6.3 della circolare 27/E richiamato anche dalla circolare 30/E del 2015 l’autorizzazione sarebbe superflua perché per Stati aventi la medesima posizione giuridica, ma non aderenti al See, l’Amministrazione ha riconosciuto che lo scambio di informazioni effettivo ha una conseguenza equivalente, ma non essendoci un pronunciamento ufficiale specifico continuano ad arrivare dai clienti e dai lori professionisti richieste di waiver a tali istituti.
Si auspica un chiarimento espresso per facilitare l’accesso alla procedura.

FONTE : ILSOLE24ORE