Voluntary: poker di scambio dati fiscali

Consiglio dei Ministri/ Accordo con Santa Sede, Svizzera, Liechtenstein e Monaco
Più semplice l’accesso alle informazioni sui conti esteri

Sullo scambio di informazioni fiscali con Santa Sede, Svizzera, Liechtenstein e Principato di Monaco arriva il primo via libera dell’esecutivo italiano.
Il consiglio dei ministri di oggi approverà infatti il poker delle leggi di ratifica delle convenzioni con i quattro stati siglate tra febbraio e aprile 2015.
I testi non si discostano dalle bozze circolate e si concentrano nell’adottare per i quattro paesi lo scambio di informazione fiscale secondo lo schema dell’articolo 26 della convenzione Ocse.
Sarà quindi più semplice per il fisco italiano accedere alle informazioni di supporto alle verifiche fiscali su contribuenti italiani che detengono conti all’estero.

Voluntary su misura per la Santa Sede

Scambio di informazioni sugli anni di imposta dal 2009 in avanti con una procedura su misura di regolarizzazione fino all’anno di imposta 2013.
La convenzione tra Santa Sede e governo italiano in materia fiscale riscrive le relazioni tributarie tra i due stati.
Non solo una voluntary disclosure su misura per persone fisiche e giuridiche che detengono proventi di un’attività finanziaria nello stato di Città del Vaticano ma anche una interpretazione autentica del pagamento dei tributi immobiliari per alcuni edifici.
tributarie e previdenziali.
La collaborazione volontaria «agevolata» è riservata alle persone fisiche residenti in Italia che lavorano o hanno lavorato nella Città-Stato, come pure ad alcuni enti religiosi.
Per tutti gli altri contribuenti con capitali irregolari all’interno delle mura vaticane, si applicheranno le regole ordinarie sulla voluntary.
La domanda di collaborazione volontaria «speciale» dovrà essere presentata al Vaticano entro sei mesi dall’entrata in vigore della convenzione.
Il pagamento del dovuto al fisco, invece, dovrà avvenire al più tardi trascorsi 12 mesi dall’entrata in vigore.

Svizzera, scambio solo fiscale

Entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale lo schema di ddl che ratifica il protocollo che aggiunge un gradino all’intesa di compliance fiscale raggiunta col fisco elvetico.
Il protocollo, che modifica la Convenzione tra Repubblica italiana e Confederazione svizzera, evita così l’applicazione di doppie imposizioni e regola alcune delle principali questione in materia di versamento delle imposte sul reddito e sul patrimonio.
Le informazioni, che potranno essere esercitate ai soli fini fiscali, non potranno in alcun modo vincolare una delle due nazioni a adottare provvedimenti amministrativi in deroga alla sua legislazione.
Dal canto opposto, entrambe i paesi non potranno negare informazioni alla parte richiedente in virtù di una propria non convenienza a livello fiscale.
Non potranno in aggiunta essere intraprese ricerche generalizzate e indeterminate (cosiddetta fishing expedition), ma sarà necessario avanzare richieste specifiche relativamente a presunzioni verosimili sul contribuente.
Sarà tuttavia possibile in condizione di «verosimilmente rilevante» soddisfare in una sola tranche una pluralità di richieste.
Al protocollo sarà data piena e intera esecuzione a decorrere dal momento dell’entrata in vigore.

Liechtenstein, stop al segreto bancario

L’obbligo di fornire informazioni da parte degli stati non sussiste qualora i dati richiesti non siano detenuti direttamente dalle autorità locali o non siano sotto il controllo di persone entro la giurisdizione territoriale.
L’accordo Italia-Liechtenstein si pone come obiettivo la mutua assistenza, da attuarsi tramite lo scambio di dati rilevanti ai fini della corretta applicazione delle leggi interne delle parti contraenti.
Per l’Italia, lo scambio riguarderà: Irpef, Ires, Irap, Iva, Ivie, Ivafe e imposte su successioni, donazioni, premi assicurativi, transazioni finanziarie e imposte sostitutive.
Per il Liechtenstein conteranno invece le imposte sul reddito di persone fisiche, sul reddito delle società e imposte societarie, plusvalenze immobiliari, imposta sul patrimonio, cedolare e sul valore aggiunto.
L’accordo troverà concreta applicazione il giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e decorrerà da tale data.

Monaco, da allegare la domanda di voluntary

Similmente a quanto stabilito nell’accordo Italia-Liechtenstein, l’apertura informativa con Monaco riguarderà lo scambio di informazioni di quelle imposte utili alla determinazione, all’accertamento e alla riscossione di quanto fiscalmente dovuto ai reciproci stati.
Tramite il protocollo aggiuntivo verrà quindi data concreta applicazione alle procedure di voluntary disclosure: l’integrazione della pratica contribuirà all’azione di emersione e trasparenza alla base del rapporto di scambio mutuale.
Previsto infine, a condizioni di reciprocità, un meccanismo di rimborso del credito d’imposta vantato da soggetti che detengono elementi di reddito imponibili nel Principato.

FONTE : ITALIAOGGI